Wednesday, May 10, 2006

Povero Cesare!

Com'era prevedibile, hanno scarcerato Cesare Previti. D'altro canto il giudice, che ha accolto la domanda prontamente formulata con procedura d'urgenza, non poteva fare altrimenti dopo tutte le manifestazioni di solidarietà dimostrate dai colleghi (nel senso più ampio del termine) della CDL e dalle dichiarazioni a suo favore anche di esponenti del centro-sinistra (i soliti "inciuci"...)!

Nello sconforto più totale, dopo questa ennesima "ingiustizia" italiana, a favore sempre di chi ha soldi, potere e schiere di avvocati al proprio servizio, non posso che pubblicare quanto scritto da Marco Travaglio un paio di giorni fà, quando ancora era solo un'ipotesi, neanche poi tanto remota, come segno di solidarietà nei confronti del giornalista e di protesta verso questo ennesimo atto di istigazione a delinquere (tanto quelli con i soldi "sporchi" sono tutti fuori, agli arresti domiciliari nelle loro mega ville-appartamenti!):

"Riporto testualmente il comunicato emesso ieri dall'onorevole Salvatore Buglio, già diessino dalemiano, poi trasmigrato alla Rosa nel Pugno: "Cesare Previti, a differenza di altri imputati eccellenti che sono fuggiti o che sono stati ignorati, ha affrontato il processo a suo carico. E' stato condannato, si è costituito, si è dimesso da parlamentare della Repubblica. Il presunto 'mostro' si è comportato lealmente. Mi auguro che, considerata l'età e il comportamento corretto, la pena venga espiata con la detenzione domiciliare". Il comunicato fa il paio con l'intervista di un altro genio della politica, l'onorevole professor avvocato Vincenzo Siniscalchi, che auspica gli arresti domiciliari per Previti, col decisivo argomento che "non ha evitato la carcerazione". Dunque, siamo così ridotti che il fatto di non darsi alla latitanza, per un ex ministro e parlamentare in carica fino a due giorni fa, diventa un comportamento "leale e corretto", insomma un titolo di merito così irresistibile da imporre l'immediata scarcerazione. Ai due onorevoli forse sfugge che nelle patrie galere sono detenute circa 55 mila persone che, per definizione, "non hanno evitato la carcerazione" e non "sono fuggiti", per le quali giustamente nessun parlamentare della Repubblica ha mai chiesto la scarcerazione. Per Previti, invece, 24 ore dopo il suo arresto, già si strilla perchè lo mettano fuori. E nessuno (a parte Di Pietro, Dalla Chiesa e altri due o tre) trova una sola parola per sottolineare che il braccio destro del premier uscente è un pregiudicato per aver corrotto magistrati affinchè condannassero lo Stato a sborsare 1000 miliardi di lire sotrratti alle tasche dei cittadini. Se uno così deve uscire dopo 24 ore, non si capisce bene perchè gli altri 55 mila debbano restare dentro. "

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